Rifiuti, la Liguria migliora la differenziata, ma Genova resta sotto la media regionale

La raccolta differenziata regionale sale al 62,33% e i Comuni virtuosi diventano 152, ma la Città Metropolitana di Genova resta sotto la media ligure con il 57,69%. Sul fronte dell’indifferenziato pesa soprattutto il capoluogo: il Comune di Genova da solo deve versare 185.339,77 euro di contributo regionale, la quota più alta tra i territori non in linea con gli obiettivi

La Liguria continua a migliorare nella raccolta differenziata, ma il quadro regionale resta diseguale. Il dato complessivo del 2025 raggiunge il 62,33%, in crescita rispetto al 60,82% dell’anno precedente e molto distante dal 38,63% registrato nel 2015. In dieci anni l’aumento è stato di quasi 24 punti percentuali, segno di un cambiamento ormai strutturale nella gestione dei rifiuti urbani.

I numeri consolidati approvati da Regione Liguria indicano anche un incremento dei Comuni che superano la soglia del 65% di raccolta differenziata. Nel 2025 sono 152, contro i 140 del 2024. Il confronto con il passato misura la portata della trasformazione: nel 2015 i Comuni sopra quella soglia erano appena 32, mentre nel 2023 erano 139.

Per l’assessore regionale al ciclo dei rifiuti Giacomo Raul Giampedrone, il risultato conferma un percorso positivo. «L’aumento della raccolta differenziata è il frutto del lavoro portato avanti da Regione, territori, gestori e soprattutto dai cittadini», commenta l’assessore, sottolineando anche la diminuzione progressiva del ricorso agli strumenti di penalizzazione per i territori meno virtuosi. L’obiettivo dichiarato resta la chiusura del ciclo dei rifiuti, attraverso il Piano regionale, per garantire l’autosufficienza della Liguria.
I Comuni che hanno raggiunto o superato il 65% beneficeranno delle riduzioni del tributo di conferimento in discarica della frazione residua previste dalla normativa regionale. Il meccanismo premia i territori che hanno investito nella differenziata e nella riduzione dell’indifferenziato, con agevolazioni articolate in base ai risultati raggiunti.
Nel 2025 la produzione complessiva di rifiuti urbani in Liguria si attesta a 838.295 tonnellate, in lieve aumento rispetto alle 830.096 tonnellate del 2024. Guardando però ai soli rifiuti gestiti in regime di privativa comunale, il dato resta sostanzialmente stabile a 804.635 tonnellate ed è inferiore dell’8,6% rispetto al 2015.
La provincia della Spezia mantiene il primato regionale con il 74,11% di raccolta differenziata. Seguono la provincia di Savona con il 66,47%, Imperia con il 62,42% e la Città Metropolitana di Genova con il 57,69%. È proprio il dato genovese a evidenziare il principale margine di miglioramento della regione: mentre altri territori hanno superato stabilmente la soglia del 65%, l’area metropolitana resta sotto la media ligure.
Tra i Comuni con più di 15 mila abitanti, La Spezia guida la classifica con l’80,18%. Seguono Albenga con il 76,32%, Sestri Levante con il 73,13%, Chiavari con il 69,43% e Imperia con il 68,91%. Sono cinque, dunque, i centri più grandi che superano la soglia del 65%, confermando che risultati elevati non sono possibili solo nei piccoli Comuni.
Cresce anche il gruppo dei Comuni oltre l’80% di raccolta differenziata. Nel 2025 sono 20, uno in più rispetto all’anno precedente. Il miglior risultato regionale è quello di Ortovero, che raggiunge l’86,89%, seguito da Riccò del Golfo di Spezia con l’86,27% e Pieve Ligure con l’84,26%.
Un altro indicatore rilevante riguarda la quantità di rifiuto residuo. Sono 47 i Comuni liguri che riescono a mantenere l’indifferenziato entro i 100 chilogrammi per abitante all’anno. Il risultato migliore è quello di San Biagio della Cima, con appena 42 chilogrammi per abitante all’anno.
Diminuisce infine il numero dei Comuni soggetti al contributo regionale previsto per il superamento della soglia di rifiuto indifferenziato. Nel 2025 sono 61, contro i 63 dell’anno precedente, per un importo complessivo vicino ai 251 mila euro. La quota più pesante resta quella del Comune di Genova, pari a 185.339,77 euro. Seguono Ventimiglia con 10.180,51 euro e Savona con 9.588,37 euro.
Il bilancio regionale mostra quindi una Liguria che avanza, con più Comuni virtuosi e percentuali in crescita. Allo stesso tempo, il peso del capoluogo e dell’area metropolitana continua a condizionare il risultato complessivo. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare il miglioramento diffuso in un salto di qualità omogeneo, riducendo l’indifferenziato soprattutto nei territori che oggi restano più distanti dagli obiettivi.
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